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Mostra Afterglow. Ursula Palla alla Galleria Murat Centoventidue di Bari

La Mostra Afterglow. Ursula Palla alla Galleria Murat Centoventidue di Bari: le opere e le informazioni, il periodo e gli orari d'apertura, i contatti e il costo dei biglietti.

Mostra Afterglow. Ursula Palla Bari
Afterglow. Ursula Palla - Galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea, Via G. Murat 122/b – Bari

Mostra in corso dal 15 ottobre al 15 dicembre 2022

La Galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea inaugura una la mostra Afterglow dell’artista svizzera Ursula Palla. I suoi lavori ad un primo sguardo incantano sul piano formale-estetico ma poi ci ricordano la nostra responsabilità rispetto all'ambiente.

Comunicato stampa della Mostra Afterglow. Ursula Palla

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo con AFTERGLOW, la mostra personale dell’artista svizzera Ursula Palla. Ursula Palla , nata a Coira , ha studiato disegno e pittura alla F+F School for Art and Design di Zurigo , dove ha poi insegnato videoarte fino al 1999. È stata assistente di Pipilotti Rist. Nel 1994 ha co-fondato il gruppo performativo Cooperation Projekt X a Zurigo , del quale ha fatto parte fino al 2002. Vive e lavora a Zurigo.

Dal 1992 ha partecipato regolarmente a mostre personali e collettive e festival di video in Svizzera e all'estero. Determinanti per la sua carriera di artista sono state anche le borse di studio e i progetti che esplorano le relazioni fra arte e architettura.
Le sue opere si trovano in tutta Europa in rinomate collezioni private e museali come il Gemeente Museum dell'Aia, lo ZKM Zentrum für Kunst und Medien di Karlsruhe e il Kunsthaus Zürich.

Dopo il 2000 l'artificialità della Natura si cristallizza sempre più chiaramente come tema centrale della sua opera multimediale. Sotto forma di video e sculture in bronzo, a volte raggruppate in installazioni, mette in discussione criticamente l'appropriazione e la manipolazione della natura da parte dell'uomo, perché “il nostro paesaggio oggi è molto cambiato ed è sovracostruito, i paesaggi naturali sono diventati rari e abbiamo sviluppato la capacità di vedere in modo selettivo. Eliminiamo ciò che disturba, lo trascuriamo o lo trasfiguriamo” – afferma l’artista.

I suoi lavori, preceduti da accurate ricerche, ad un primo sguardo incantano sul piano formale-estetico , anche perché l’artista utilizza materiali effimeri come zucchero fuso, neve , polvere di carbone ma a un esame più attento, il bell'aspetto cade a pezzi per le contraddizioni che emergono dai dettagli , Illusione e realtà finiscono così con entrare in un rapporto di tensione rivelando completamente la profondità e l'urgenza del suo lavoro.

Le opere in mostra ci ricordano la nostra responsabilità rispetto all'ambiente. La video installazione “ The Bird” mostra un gufo che vuole volare via, benché sia legato per le zampe.
In una stanza vediamo l’installazione “ The Moon in my Pocket” , tronchi d'albero scorticati rappresentano una foresta sterile, in cui sono stati proiettati brandelli di vestiti svolazzanti. Può essere vista come un paesaggio surreale, che richiama la desolazione e il decadimento della nostra civiltà .Gli spettatori sono invitati ancora una volta a interrogarsi sul rapporto dell’uomo con la Natura.
L'installazione “Thousand” è costituita da diversi schermi ammucchiatisul pavimento, a guisa di formicaio, che mostrano delle formiche che tagliano e divorano la banconota da mille franchi svizzera che tra l’altro recava rappresentato proprio questo insetto. "Noi sappiamo che il denaro non può essere distrutto perché appartiene alla Banca Nazionale. Ma perché allora – si chiede l’artista- abbiamo la presunzione di distruggere esseri viventi come le formiche?"
Questo lavoro è ispirato alla storia di una donna di Shanghai, che nascondeva i suoi risparmi nel materasso. Dopo un po' si è resa conto che ne erano rimasti solo dei resti.
Il video mostra le formiche mangiafoglie al lavoro, possono tagliare una banconota da mille franchi in piccoli pezzi e trasportarne i brandelli di carta che vengono utilizzati come humus per la coltivazione di colture fungine.
“L'opera diventa così metafora del potere di una Natura che si avvale delle conquiste dell'umanità al fine di dimostrarne l’intrinseca precarietà “(Andrea Jahn).

Informazioni utili per la visita

Orari: da giovedì al sabato dalle 17.30 alle 20.30. Da lunedì a mercoledì solo su appuntamento.
Biglietti: ingresso libero.
Telefono: +39.393.8704094, +39.392.5985840
E-mail: info@muratcentoventidue.com
Sito web: Galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea

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